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martedì 6 dicembre 2011

Rai Stereonotte



Mi è sempre piaciuta la radio fin dagli albori delle radio libere. A metà degli anni settanta fui conduttore di una fortunata trasmissione musicale, Scatola Calda, a Radio Varese, l’unica radio libera dell’occidente occupato così strillava il suo logo inventato dal sottoscritto e divenuto titolo di un libro, una radio politicamente scorretta (negli anni novanta fu confiscata dalla nascente Lega Lombarda) e con un palinsesto musicale in cui anche il più innocuo e sbarazzino Aperitivo in musica per casalinghe e pensionati aveva come sigla una kilometrica Rock n’Roll di Lou Reed. Musicalmente parlando era molto più anticonformista (già nel 1976 era di casa Patti Smith) delle più titolate ed urbane Canale 96 di Milano e Radio Alice di Bologna ma si sa alla provincia non sempre vengono riconosciuti i suoi meriti. Ci stetti un paio di anni a Radio Varese fino a quando non fu “normalizzata” dalla sinistra ufficiale (fino allora era stata una Radio autonoma e di movimento), bivaccai qualche tempo, tra la fine dei settanta e l’inizio della decade successiva in qualche radio commerciale e poi finii a condurre settimanalmente un programma di deciso orientamento rock a Radio Popolare, radio che frequento tuttora. Proprio la “militanza” a Radio Popolare oltre alla mia attività giornalistica nel Mucchio Selvaggio mi valsero l’arruolamento nel team rotante di Rai Stereonotte messo in piedi dal direttore Pierluigi Tabasso.

martedì 22 febbraio 2011

American Landscapes #1


American Landscapes
Ogni mercoledì dalle 22.35 alle 23.30 su Radio Popolare
Mauro Zambellini al microfono

Scaletta della puntata di mercoledì 16 febbraio, prima tappa di un viaggio che inizia con Delaney and Bonnie e finisce con Layla:

Delaney and Bonnie : GET OURSEL TOGETHER dal CD The Best of Delaney & Bonnie (Rhino 1990)

Delaney and Bonnie : WHEN THE BATTLE IS OVER dal CD Bonnie Bramlett-Piece of my Heart ( Raven 2008)

Delaney and Bonnie : PIECE OF MY HEART dal CD The Best of Delaney &Bonnie (Rhino 1990)

Blind Faith : CAN’T FIND MY WAY HOME dal 2CD Blind Faith (Deluxe Edition Polydor 2002)

Delaney and Bonnie and Friends : POOR ELIJAH-TRIBUTE TO JOHNSON dal CD On Tour with Eric Clapton (Atco 1970)

The Black Crowes : POOR ELIJAH-TRIBUTE TO JOHNSON dal 2CD Warpaint Live (Silver Arrow 2009)

The Rolling Stones : GIMME SHELTER dal CD Let It Bleed ( ABKCO 2002)

Boz Scaggs : LOAN ME A DIME dal CD Boz Scaggs ( Atlantic 1969)

sabato 10 aprile 2010

Radio Varese


Radio Varese fu un’esperienza per molti di noi fondamentale, capace di mettere in contatto esperienze umane sparse sul territorio che avevano bisogno di un’occasione per incontrarsi e conoscersi. Almeno per quanto riguarda la prima versione della Radio, quella nata nel 1976 e conclusasi con la polemica e politica dimissione di alcuni di noi circa un anno dopo, fu un esperienza positivamente devastante che lasciò un segno indelebile nelle nostre vite.
Dispersi in quella parte degli anni ’70 a cavallo tra utopie e movimento, si cercava di riporre la nostra creatività e la nostra voglia di vivere al di fuori di gruppuscoli, partiti e slogan e così qualche nome da giungla come Tambo, Zambo, Dundo, Bongo si trovarono a fianco ad un inatteso concentrato della sinistra rivoluzionaria varesina, l’anarchico Roberto, lo stalinista Nedo e il gramsciano Chico. Più che per le idee politiche, il gruppo si solidificò per la militanza nella Radio e per l’amore verso i linguaggi musicali americani, Woody Guthrie e il folk, il blues, il jazz e soprattutto il rock. Non sembrava vero ai nostri di potere “praticare” tranquillamente i propri gusti e miti lontano dalla fastidiosa spocchia dei “professorini” della politica, forgiati in quel grigissimo Marx-Lenin-Mao Tze Tung pensiero che faceva di un disco dei Grateful Dead un pericoloso nemico dei proletari del mondo. I “gerarchi” della sinistra rivoluzionaria organizzata non vedevano di buon occhio questi renegades, li consideravano alla stregua dei freakkettoni. Troppo anarchici, troppo indisciplinati, troppo snob con quei loro dischi strani di importazione che arrivavano dal cuore dell’imperialismo americano.